martedì 16 ottobre 2012
Riflessioni di una mente malata
Riflettevo.
Essendo io,come molti moltissimi altri,una studentessa sull'orlo di una crisi isterica omicida/suicida,spesso mi pongo un interrogativo che,sono la prima ad ammetterlo,rasenta la depressione clinica:
Perchè ci impegniamo tanto a fare ciò che facciamo?
Mi spiego meglio:la sottoscritta studia in media dieci ore al giorno,con picchi di undici-dodici in periodo pre-esame;altre persone si affannano quotidianamente per "portare a casa la pagnotta" e altri ancora cercano il modo per ottenerla,la pagnotta.
Perchè?
Avete mai ricercato la motivazione che ci spinge in avanti,ci fa buttare a capofitto in ogni nuovo progetto,nuovo obiettivo,nuova esperienza,nuova visione di sè?
In particolare,chi ha scelto la strada giusta:coloro che seguono una vita di studi/lavoro/famiglia oppure coloro che hanno come unico scopo quello di ricercare lo svago ad ogni costo?
Sono giunta ad una conclusione,forse banale e scontata,ma che pochi focalizzano perchè mette in luce in modo scomodo una delle maggiori paure ancestrali dell'uomo(e non intendo la suocera...):la morte.
Ascoltando spesso prediche,in buona fede,di amici e parenti che hanno tutte il solito leitmotiv "non studiare così tanto,divertiti un pò","la vita è breve,devi godertela" etc,mi accorgo a pensare che la vita E' breve,ma lo è anche per coloro che si divertono ininterrottamente,fingendo di ricoprire con risate e divertimenti scontati e ripetitivi un vuoto interiore che NON sarà colmabile,da niente, in quanto in realtà,niente ha l'importanza che gli vogliamo dare,che abbiamo BISOGNO di dare.
Identico discorso per chi dedica la vita ad un obiettivo,qualsiasi,che sia il lavoro,la ricerca,la fede,il nuoto sincronizzato e così via.
In conclusione,ognuno dovrebbe vivere la sua vita come meglio ritiene(frase più banale non fu mai più coniata),ma REALMENTE,senza inutili masturbazioni mentali sui "se","ma","forse",invidiando chi ha un altro tipo di esistenza giacchè,qualsiasi strada verrà imboccata,si interromperà inevitabilmente in un vicolo cieco.
"Live and let die",always.
Roger roger.
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