domenica 28 ottobre 2012
Puttana!
A chiunque sarà capitato di arrabbiarsi con un individuo di genere femminile, per qualunque motivo, generalmente per scorrettezze o abuso della fiducia che in lei si ripone.
Il primo insulto che ci viene in mente in tal caso, il più spregiativo, quello che riteniamo faccia più male è "Puttana!" (e/o ogni sinonimo possibile).
La riflessione di oggi è questa: una puttana, che da ora chiameremo per convenzione prostituta, potrebbe sentirsi offesa.
Essa infatti è una lavoratrice. Non ti promette che resterà sempre al tuo fianco, non ti giura fedeltà.. anzi. Ti chiede una somma, si stipula un contratto verbale ed, una volta soddisfatto, è sottinteso che il rapporto finisca.
Non ti viene a cercare. Non ti illude.
Soprattutto non viene meno alla parola data o a ciò che sottintende. La prostituta è onesta.
La prostituta è una lavoratrice. Il suo rapporto niente ha a che fare con l'affetto o il tradimento (di qualunque genere, non parlo solo delle famigerate quanto temute corna).
Sbaglio?
Lo Spaventapasseri
N.B. la foto qui sopra è presa a caso da internet e potrebbe essere una qualunque quindicenne italiana che sale in auto per andare a scuola.
sabato 27 ottobre 2012
Orfani del dubbio, giù le mani da Caino
Il giudice ha detto Ergastolo. Pena massima consentita in Italia.
La folla fuori dal tribunale invocava "Morte", chiedeva il sangue di chi ha (presumibilmente?) versato il sangue di altri.
Ecco, a me tutto questo fa paura.
Non mi spaventa il maniaco omicida, nel mondo ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno.
Mi spaventa la folla inferocita che vorrebbe linciare una persona, sulla base di cosa? non avendo a disposizione prove al di fuori di quanto sentito al tg o nelle trasmissioni di gossip o talk show.
La pena di morte fu tolta per evitare esecuzioni in caso di errori giudiziari, errori commessi da giudici che hanno la preparazione e le informazioni idonee a formulare un giudizio, e per evitare la corruzione (della giustizia) portasse alla morte innocenti "sgradevoli".
Credo che questa mia paura non sia avvertita e condivisa dagli altri, ho cercato su youtube il video che mi ha spaventato, quello in cui la Sora Lella di turno diceva "Quest'uomo è da impiccare!" o dove il ragazzino figlio di papà perbenista gridava alla telecamera "Un uomo così non dovrebbe proprio esistere!" o della pseudo-velina che "non avevo mai avuto dubbi sulla sua colpevolezza, ma l'ergastolo non basta!"
L'ho cercato con ogni chiave di ricerca possibile, questo video non l'ho trovato.
In compenso ne ho trovati tanti sui dettagli macabri dell'efferato omicidio.
Vi lascio con una canzoncina che spiega meglio di me ciò che mi sento di dire a questi "orfani del dubbio", lo faccio perchè quando c'è qualcuno che si spiega meglio di me è il caso che parli lui.
"Una voce poco fa ha definito la giustizia come "legge applicata per vendetta"
e se è quella del popolo è di Dio ed io la fischio dal loggione come stecca,
perché di 'sto tenore non si può contrabbandare per parola del Signore.
Punto.
M'iro e faccio fuoco e fiamme se mi guardo in giro :
togliere il respiro a un uomo chiuso in una cella è solamente un assassinio
che cela il suo mandante nel diritto
e complica il delitto circondandosi di complici che ammaccano il grilletto stando zitti,
cui garantisce un alibi da vittime,
costrette a uccidere per auto-difesa e usate come pesi sopra al piatto dell'accusa.
Ma il gioco, lo conosco, è da villani,
e puoi pure strofinartele per mesi, le tue mani restan sporche,
come le coscienze di chi ancora ti sostiene
mentre erigi forche come fossero altalene
e poi ci appendi le persone,
le lasci penzolare come stracci stesi al sole,
le asfissi in una stanza, o gli inietti una sostanza dentro al cuore,
o glielo fai scoppiare da un plotone..
La carne ai ferri è la tua vera religione
e cerchi un capro nero, lo pascoli in un cimitero
e poi lo immoli su un altare in remissione dei peccati,
ma di lui non hai memoria, perché è solo un altro morto della storia...
Tieni giù le mani da Caino : sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo,
predichi giustizia e poi razzoli nel crimine,
arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile....
Le favole che ti raccontano fin da bambino ti deformano,
t'illudi d'essere infallibile perché fai numero,
ma non t'accorgi che la tua opinione la raccolgono soltanto quando ai vertici fa comodo.
Muovono la tua coscienza sopra a una scacchiera,
pedina bianca tu difendi una regina nera
che divora vite umane in ogni direzione
mentre tu chiudi gli occhi ed apri la bocca come il pescecane..
Bruci ossigeno vitale per me e per te
dicendo cose che non stanno in piedi neanche se le impali,
ripeti formule contraddittorie sempre uguali fin dai tempi di Mosé..
In più ritieni il computo di occhi, denti, mani e piedi dispari,
carcere ed ergastoli non bastano, non ti soddisfano :
vorresti morto ogni fottuto criminale,
da additare come esempio da evitare...
Ma ancora non è nato il delinquente
che veda nella pena della morte un deterrente
e spesso capita di fare fuori un innocente come niente,
e questo me lo chiami "un incidente" ?
Boia dal cappuccio trasparente
vivi nell'anonimato,
immune dal peccato,
signore incontrastato della tua mediocrità,
orfano del dubbio,
testa nella sabbia :
vittima della tua stessa rabbia...."
giovedì 25 ottobre 2012
Gente che scivola
A chi non succede di evitare gli altri? A me succede spesso, o meglio, mi succede con molta gente.
Perchè? A volte perchè mi intralciano, a volte perchè mi hanno offeso, a volte perchè mi stanno sulle balle. A volte perchè mi scivolano.
Eh sì, perchè la gente che scivola è quella più difficile da gestire.
Ci sono persone con cui ho condiviso una parte della mia vita che poi, senza un motivo, ne scivolano fuori. Impegni, interessi, conoscenze cambiano e io non sento questa gente per anni.
"Gli amici se sono amici veri non ti lasciano mai solo" che gran cazzata.
Gli amici, se sono amici veri, ti trattano da persona non da idiota che necessita di stretta sorveglianza. Non si tratta quindi di menefreghismo.
Soltanto che la gente scivola.
E se non ti saluto, se cerco di cambiare strada quando ti vedo, se non entro nei locali dove so che ci sei tu, non è perchè ti odio. E' perchè sono felice della tua esistenza, ma non ho niente da dirti e non mi interessa particolarmente sapere come ti va o cosa fai, non mi interessa sapre dove andrai o che progetti hai, non mi interessa dirti di me. E se parlandoti poi tu mi facessi male?
Il Leone Codardo
Perchè? A volte perchè mi intralciano, a volte perchè mi hanno offeso, a volte perchè mi stanno sulle balle. A volte perchè mi scivolano.
Eh sì, perchè la gente che scivola è quella più difficile da gestire.
Ci sono persone con cui ho condiviso una parte della mia vita che poi, senza un motivo, ne scivolano fuori. Impegni, interessi, conoscenze cambiano e io non sento questa gente per anni.
"Gli amici se sono amici veri non ti lasciano mai solo" che gran cazzata.
Gli amici, se sono amici veri, ti trattano da persona non da idiota che necessita di stretta sorveglianza. Non si tratta quindi di menefreghismo.
Soltanto che la gente scivola.
E se non ti saluto, se cerco di cambiare strada quando ti vedo, se non entro nei locali dove so che ci sei tu, non è perchè ti odio. E' perchè sono felice della tua esistenza, ma non ho niente da dirti e non mi interessa particolarmente sapere come ti va o cosa fai, non mi interessa sapre dove andrai o che progetti hai, non mi interessa dirti di me. E se parlandoti poi tu mi facessi male?
Il Leone Codardo
mercoledì 24 ottobre 2012
Perchè i passeggini non circolano sulla carreggiata ma sul marciapiede?
Premessa.
Non ho nulla contro i bambini(che è un pò come dire "non ho nulla contro i gay,ma..." e quel "ma" di troppo è sempre stato per me motivo di gastrite fulminante,ad ogni modo sorvoliamo).
Ho molto,MOLTO,contro i genitori,in particolare le madri.
Noto sempre con un certo fastidio iracondo come,camminando per strada,invadono completamente il marciapiede con i passeggini e se si ritrovano una persona davanti,che magari ha fretta e vuole solamente superarle,non accennano neppure a scostarsi,come se il fatto di avere dei pupi su di un trabiccolo costosissimo,le autorizzasse automaticamente a divenire le padrone della strada.
Hanno quasi la pretesa divina di conquistare anche la "tua"porzione di marciapiede perchè,eh,loro hanno i bambini...
Altra cosa,si fa un gran parlare di donne dello spettacolo che concepiscono figli in età non più giovanissima.Io semplicemente mi limito a pensare "contente loro",invece ogni volta che accade,viene sollevato un gran clamore(il caro Willy di Stratfor-Upon-Avon direbbe:"much ado about nothing)come se avessero trovato la cura per il cancro.
Donne che ragionate in questo modo,datevi una regolata,non avete fatto nulla di eccezionale,avete semplicemente usato le ovaie,non vi aspetterete di certo una medaglia,vero?
Dato che vi pregiate di utilizzare quei maledetti passeggini come se fossero delle 4x4 per tranciare gli alluci altrui senza neanche scusarvi,la prossima volta che capita,la sottoscritta si punterà in mezzo alla strada o infilerà distrattamente un piede tra le ruote del suddetto trabiccolo e si godrà la scena.
Non ha importanza se portate a spasso tre gemelli obesi e siete incinte di altri due,avete rotto le palle.
martedì 23 ottobre 2012
La Tolleranza
Ora ti spiego cos'è la tolleranza, aiutandomi anche un pò con wikipedia.
"La tolleranza è un termine più ristretto di “accettazione” e di “rispetto”, perché conserva una connotazione passiva (“tollero l'altro purché non abbia niente a che fare”: infatti, si "tollera" ciò che è di per sé negativo, ma ineliminabile)"
Come dire:
Detesto i suv, ma li tollero.
Detesto gli stronzi, ma li tollero.
Detesto pagare l'autostrada, ma lo tollero.
Visto che la tolleranza è un concetto che non può essere scisso dal disprezzo, cari amici tolleranti che la elargite come fosse una concessione di cui ringraziare: andate a cagare.
L'Uomo di Latta
"La tolleranza è un termine più ristretto di “accettazione” e di “rispetto”, perché conserva una connotazione passiva (“tollero l'altro purché non abbia niente a che fare”: infatti, si "tollera" ciò che è di per sé negativo, ma ineliminabile)"
Come dire:
Detesto i suv, ma li tollero.
Detesto gli stronzi, ma li tollero.
Detesto pagare l'autostrada, ma lo tollero.
Visto che la tolleranza è un concetto che non può essere scisso dal disprezzo, cari amici tolleranti che la elargite come fosse una concessione di cui ringraziare: andate a cagare.
L'Uomo di Latta
giovedì 18 ottobre 2012
Risposte Cristiane: Una ricetta per amore di Gesù
Risposte Cristiane: Una ricetta per amore di Gesù: « Caro signor Moreno, sono Egidio, il suo affezionato lettore che le ha scritto già lo scorso mese di giugno, chiedendole istruzioni su...
Rimando al link pari pari, ricordandovi che ho timore di toccare quella torta, ma anche solo di concepirla nella mia mente.
Il Leone Codardo
N.B.: se siete persone sensibili non leggete
Rimando al link pari pari, ricordandovi che ho timore di toccare quella torta, ma anche solo di concepirla nella mia mente.
Il Leone Codardo
N.B.: se siete persone sensibili non leggete
Non Sopporto i cori russi
"Non sopporto i cori russi
la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese.
Neanche la nera africana."
Eppure, tolti i cori russi la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese e la nera africana, resta ben poco che si possa amare.
Quindi, caro opinionista da bar, che detesti tutto ciò di cui sai pronunciare il nome, non pensi sia l'ora di farti piacere qualcosa e di impegnarti a portarla a termine?
Oppure ami proprio il fatto di detestare tutto, il puro e semplice divertimento di sminuire gli altri, di farli sentire inutili (loro e i loro ninnoli, loro e i loro interessi).
Io detesto tutto, sì: ma io ho ragione di farlo. Se lo fai anche tu sei mediocre.
L'Uomo di Latta
la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese.
Neanche la nera africana."
Eppure, tolti i cori russi la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese e la nera africana, resta ben poco che si possa amare.
Quindi, caro opinionista da bar, che detesti tutto ciò di cui sai pronunciare il nome, non pensi sia l'ora di farti piacere qualcosa e di impegnarti a portarla a termine?
Oppure ami proprio il fatto di detestare tutto, il puro e semplice divertimento di sminuire gli altri, di farli sentire inutili (loro e i loro ninnoli, loro e i loro interessi).
Io detesto tutto, sì: ma io ho ragione di farlo. Se lo fai anche tu sei mediocre.
L'Uomo di Latta
Inizierò ad indossare una (eco)pelle di orso.
Qualcuno ha il dovere morale di spiegarmi per quale motivo la moda femminile sia così ridicola.
E scomoda.
E avara di tessuto.
Si perchè,se ci fate caso,a differenza della moda per i nostri colleghi maschietti,le donne sembrano destinate ad essere addobbate come alberi di Natale durante tutto l'anno,ovviamente con capi che calzano molto di meno rispetto al fisico che li indossa(comportando l'immancabile effetto salsiccia e maniglia dell'amore prorompente)e a combattere un sempiterno raffreddore, dovuto alla vita eccessivamente bassa dei pantaloni o all'orlo troppo corto delle maglie.
Le cose sono due:o vogliono costringerci ad indossare la panciera fin dalla più giovane età,oppure i grandi geni che disegnano questi dubbi modelli d'abbigliamento,pensano che siamo tutte delle cretine.
Ormai non riesco quasi più a trovare una sobria maglia,di un colore che possibilmente non causi crisi epilettiche come nei videogiochi,oppure che non sia vezzosamente riempita di lustrini.
Brutti,tra l'altro.
martedì 16 ottobre 2012
Riflessioni di una mente malata
Riflettevo.
Essendo io,come molti moltissimi altri,una studentessa sull'orlo di una crisi isterica omicida/suicida,spesso mi pongo un interrogativo che,sono la prima ad ammetterlo,rasenta la depressione clinica:
Perchè ci impegniamo tanto a fare ciò che facciamo?
Mi spiego meglio:la sottoscritta studia in media dieci ore al giorno,con picchi di undici-dodici in periodo pre-esame;altre persone si affannano quotidianamente per "portare a casa la pagnotta" e altri ancora cercano il modo per ottenerla,la pagnotta.
Perchè?
Avete mai ricercato la motivazione che ci spinge in avanti,ci fa buttare a capofitto in ogni nuovo progetto,nuovo obiettivo,nuova esperienza,nuova visione di sè?
In particolare,chi ha scelto la strada giusta:coloro che seguono una vita di studi/lavoro/famiglia oppure coloro che hanno come unico scopo quello di ricercare lo svago ad ogni costo?
Sono giunta ad una conclusione,forse banale e scontata,ma che pochi focalizzano perchè mette in luce in modo scomodo una delle maggiori paure ancestrali dell'uomo(e non intendo la suocera...):la morte.
Ascoltando spesso prediche,in buona fede,di amici e parenti che hanno tutte il solito leitmotiv "non studiare così tanto,divertiti un pò","la vita è breve,devi godertela" etc,mi accorgo a pensare che la vita E' breve,ma lo è anche per coloro che si divertono ininterrottamente,fingendo di ricoprire con risate e divertimenti scontati e ripetitivi un vuoto interiore che NON sarà colmabile,da niente, in quanto in realtà,niente ha l'importanza che gli vogliamo dare,che abbiamo BISOGNO di dare.
Identico discorso per chi dedica la vita ad un obiettivo,qualsiasi,che sia il lavoro,la ricerca,la fede,il nuoto sincronizzato e così via.
In conclusione,ognuno dovrebbe vivere la sua vita come meglio ritiene(frase più banale non fu mai più coniata),ma REALMENTE,senza inutili masturbazioni mentali sui "se","ma","forse",invidiando chi ha un altro tipo di esistenza giacchè,qualsiasi strada verrà imboccata,si interromperà inevitabilmente in un vicolo cieco.
"Live and let die",always.
Roger roger.
domenica 14 ottobre 2012
La creatività o la si ha o non la si ha
Non ho mai saputo bene come esprimere certe cose, pertanto mi affido ad altri che lo sanno far meglio di me.
Lo Spaventapasseri
Lo Spaventapasseri
venerdì 12 ottobre 2012
Cieli bui e la polizia rapisce i bambini
Vi posto il testo dell' "Operazione Cieli Bui" così come mamma-Monti l'ha fatta, senza commenti.
La mia preoccupazione è che una lunga notte buia sia meno sicura di una lunga notte chiara, dal punto di vista del traffico, dal punto di vista della criminalità.
Siamo forse talmente abituati alla luce artificale che ci accompagna fino a casa che non ricordiamo più cosa significa non girare la notte per paura dei delinquenti?
Come si diceva in un film che ho visto ieri "la maledizione degli uomini è che dimenticano".
Un'altra gran paura mi salta addosso quando vedo questo video
Siamo forse talmente abituati alla luce artificale che ci accompagna fino a casa che non ricordiamo più cosa significa non girare la notte per paura dei delinquenti?
Come si diceva in un film che ho visto ieri "la maledizione degli uomini è che dimenticano".
Un'altra gran paura mi salta addosso quando vedo questo video
Un bambino conteso, l'affidamento al padre e il "rapimento" da parte degli agenti di polizia che eseguono la sentenza.
Un rapimento che, a dispetto di quanto detto prima, non viene coperto dal buio della notte o lontano dagli occhi di terzi, un rapimento orgoglioso di essere tale. Addirittura una delle esecutrici risponde alla zia del bambino in questione "Io non le devo giustificazioni, sono un ispettore di polizia lei non è nessuno".
C'è poi il giro delle colpe.
La colpa è dei genitori, la colpa è dei parenti, la colpa è del giudice.
Non credo, li si è visti bene in faccia questi quattro omoni che costringevano un bambino a salire sulla loro auto, un bambino che ha lottato come ha potuto.
Io vorrei scappare altrove per la paura di rimanere coinvolto, il problema è che non so proprio dove.
Il Leone Codardo
Un rapimento che, a dispetto di quanto detto prima, non viene coperto dal buio della notte o lontano dagli occhi di terzi, un rapimento orgoglioso di essere tale. Addirittura una delle esecutrici risponde alla zia del bambino in questione "Io non le devo giustificazioni, sono un ispettore di polizia lei non è nessuno".
C'è poi il giro delle colpe.
La colpa è dei genitori, la colpa è dei parenti, la colpa è del giudice.
Non credo, li si è visti bene in faccia questi quattro omoni che costringevano un bambino a salire sulla loro auto, un bambino che ha lottato come ha potuto.
Io vorrei scappare altrove per la paura di rimanere coinvolto, il problema è che non so proprio dove.
Il Leone Codardo
mercoledì 10 ottobre 2012
La Comunicazione
"Bisogna parlarci con le bestie, non sono mica uomini!"
E nonostante la strafottenza odiosa di Celentano è quel che penso. E' più facile ragionare con le bestie, a volte (spesso).
L'Uomo di Latta
E nonostante la strafottenza odiosa di Celentano è quel che penso. E' più facile ragionare con le bestie, a volte (spesso).
L'Uomo di Latta
sabato 6 ottobre 2012
L'Alchimista - Il Destino dei Gargoyle
"Forse sei solo convinto che chiunque non voglia essere un tuo schiavo debba per forza star tentando di diventare il tuo padrone"
Nel lungo viaggio verso Oz spesso la sera l'unico modo di passare le notti è leggere, io ho trovato per caso questo libro dal sapore maledettamente steampunk.
La storia di un automa che cerca di raggiungere l'emancipazione e la libertà in un mondo che ricalca l'epoca vittoriana (con tutta la sua boria e sogni di gloria), un paese diviso da una guerra intestina tra i Cortigiani (entourage degli antichi reggenti i Duchi), gli Ingegneri fautori del progresso tecnologico e gli Alchimisti scienziati volti ai poteri degli elementi naturali.
Il nostro automa è una macchina (di sembianze femminili) creata da un Ingegnere il quale le ha permesso di emanciparsi e diventare un'Alchimista.
Alcuni interrogativi mi hanno stuzzicato:
1 - IL LIBERO ARBITRIO
Mattie, questo il nome dell'automa, è programmata per essere libera. Ciò significa che sia libera?
Il suo Creatore per cui è insopportabile pensare che Mattie possa non tornare da lui rifiuta di lasciarle la chiave che serve a ricaricarla eppure a lei ripete "bhè sei libera, fai ciò che vuoi, vai dove vuoi, vivi come meglio credi", Mattie stessa ne è convinta. Poi torna a farsi caricare.
2 - IL RUOLO DI MATTIE NELLA RIVOLTA
Lei cerca unicamente di recuperare la propria chiave per poter finalmente raggiungere la tanto agognata libertà, per farlo sarà disposta a tradire la fiducia di chi la cura da una vita senza farle mai mancare nulla.
Non si schiererà per principio con nessuna delle parti coinvolte nel conflitto, poichè tutti sono ciechi e sordi alle sue necessità (la chiave), accecati dalla sete di potere o di rivalsa. Corre il rischio di essere distrutta praticamente da tutti perchè "Non importa cosa pensasse o facesse una persona, una volta che fosse stato percepito come un nemico da qualche cieca forza malvagia, sarebbe stato considerato tale".
3 - AHI L'AMORE
Questa veramente non avrei voluto leggerla, ma Mattie l'automa senz'anima si innamora.. e pure ricambiata (a prima vista).
Peccato che il suo amore sia un Ingegnere, invaghito forse più del mistero di come funzioni piuttosto che di lei. La prima cosa che fa per aiutarla è tentare di costruire una copia della chiave. Così anzichè un padrone la cara Mattie se ne sarebbe trovata due.
4 - LA NEUTRALITA'
I Gargoyle, che fino ad ora ho nominato solo nel titolo, sono i guardiani della città. Ciò significa che guardano, e basta.
Apprezzabile il fatto che saranno gli unici a scamparla senza problemi.
Sullo sfondo, ma neanche troppo lontano, si incrociano le vite misere della gente comune, le quali elevano la storia da favoletta a romanzo.
Il finale mi è piaciuto, molto. E' proprio come l'Uomo di Latta l'avrebbe fatto finire. No, non ve lo dico. Vi dico soltanto che non si tratta di alta letteratura. Quindi non facciamo paragoni idioti con Umberto Eco. Ve lo dico così non mi romperete le balle se andrete a leggerlo e non vi sarà piaciuto.
L'Uomo di Latta
giovedì 4 ottobre 2012
Indignatevi con moderazione
Dal 25 Settembre succede che, accedendo a Facebook, mi imbatta in numerosi link che pongono l'attenzione sui tumulti in Spagna a opera degli indignados e, per contro, le "agitazioni" italiane per l'uscita del nuovo iPhone5.
Per la maggior parte i commenti sono "Anche noi dovremmo fare così" "Quelli (gli spagnoli) sì che hanno le palle" "In Italia chiniamo sempre il capo e siamo i soliti incapaci".
Ho così pensato di dar retta a quest'ondata di esasperati, ma non alla cieca. Non mi piace molto seguir i consigli degli altri senza averci riflettuto anche se io, lo si sappia, di cervello non ne ho molto.
Quello che segue è quindi uno scenario ipotizzato nell'eventualità che la Revolución abbia esito positivo, i buoni (= noi = sfruttati = indignati) vincano, raggiungano i palazzi del potere e costringano a dimettersi (nella migliore delle ipotesi) o lincino (mi pare di capire che la maggior parte dei protestanti vorrebbero far qualcosa del genere) gli esponenti dei poteri politici.
Essedo il discorso troppo ampio per essere affrontato in modo prettamente discorsivo, vedrò di semplificarlo schematizzandolo.
Si protesta perchè:
1 - LAVORO: I politici del passato hanno creato le condizioni per far portar via il lavoro dall'Italia, quelli di ora stanno emandando leggi che minano la sicurezza di quel poco lavoro rimasto, disoccupazione giovanile al 39%, varie ed eventuali
2 - IMPOSTE: Stiamo pagando per finanziare le banche che hanno investito male e sprecato i nostri risparmi, non concedono più finanziamenti etc
3 - STATO SOCIALE: Vengono tagliati i fondi per i servizi basilari quali istruzione, salute, ricerca etc
4 - DISPARITA' DI TRATTAMENTO: Stiamo facendo tanti sacrifici ma nessun politico si è ridotto lo stipendio, chiedono ma non danno
Ipotiziamo ora lo scenario che si presenterebbe a rivolta avvenuta (e vittoriosa perchè siamo ottimisti):
1 - LAVORO: Al termine di una rivolta le industrie nazionali non se la passano generalmente granchè bene e gli investimenti stranieri in una zona instabile non sono proprio altissimi (diciamo che sono inesistenti). Quindi la questione lavoro non si pone proprio.
2 - IMPOSTE: Evviva Evviva nessuno pagherà più le imposte! Quelle sul reddito per il duplice motivo che non esistono più redditi e che non c'è più uno stato a cui pagare, quelle sul patrimonio solo per il secondo motivo. Contenti i ricconi.
3 - STATO SOCIALE: quale? Lo stato non c'è più, figurarsi quello sociale. Addio pensioni per i nostri vecchietti (che sono gran parte della popolazione), addio servizi pubblici, addio cure a spese del servizio nazionale sanitario per tutti gli indignati (e non) feriti negli scontri. Se ti sei fatto la bua, guarisci o muori ma tutto a spese tue.
4 - DISPARITA' DI TRATTAMENTO: visto che non ci sono affatto ammortizzatori sociali nè stato sociale diciamo che quei pochissimi che alla fine di un conflitto armato hanno più soldi hanno modo di mangiare, curarsi, pagarsi (se necessario) una propria milizia* e sostenersi. Chi (la maggior parte) non ha più niente.. non ha più niente, direi che basta.
*qualcuno dirà "una milizia?? Maddai! E come si permetteranno di assoldare delle persone? Avranno ancora qualcosa ma mica questi ricconi saranno dei nababbi!" In effetti no, i loro possedimenti saranno molto ridimensionati rispetto a prima della rivolta, ma tanto la gente andrà a lavorare (e ad arruolarsi) per un tozzo di pane, quindi potranno permettersi di acquisire personale per gli usi più disparati (e non sempre legali.. legali? Ci sarà ancora la legalità?)
In definitiva quanti degli attuali problemi si risolveranno con un bell'assalto alla bastigl.. ehm.. al parlamento?
Ditemelo voi perchè, purtroppo, io cervello non ne ho..
Lo Spaventapasseri
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