sabato 27 ottobre 2012

Orfani del dubbio, giù le mani da Caino


Oggi è tutto un gran parlare del processo a Salvatore Parolisi. Riconosciuto assassino della moglie Melania, madre di sua figlia. Un delitto raccapricciante, perpetrato con fare lucido.
Il giudice ha detto Ergastolo. Pena massima consentita in Italia.
La folla fuori dal tribunale invocava "Morte", chiedeva il sangue di chi ha (presumibilmente?) versato il sangue di altri.

Ecco, a me tutto questo fa paura.

Non mi spaventa il maniaco omicida, nel mondo ce ne sono sempre stati e sempre ce ne saranno.
Mi spaventa la folla inferocita che vorrebbe linciare una persona, sulla base di cosa? non avendo a disposizione prove al di fuori di quanto sentito al tg o nelle trasmissioni di gossip o talk show.

La pena di morte fu tolta per evitare esecuzioni in caso di errori giudiziari, errori commessi da giudici che hanno la preparazione e le informazioni idonee a formulare un giudizio, e per evitare la corruzione (della giustizia) portasse alla morte innocenti "sgradevoli".

Credo che questa mia paura non sia avvertita e condivisa dagli altri, ho cercato su youtube il video che mi ha spaventato, quello in cui la Sora Lella di turno diceva "Quest'uomo è da impiccare!" o dove il ragazzino figlio di papà perbenista gridava alla telecamera "Un uomo così non dovrebbe proprio esistere!" o della pseudo-velina che "non avevo mai avuto dubbi sulla sua colpevolezza, ma l'ergastolo non basta!"
L'ho cercato con ogni chiave di ricerca possibile, questo video non l'ho trovato.
In compenso ne ho trovati tanti sui dettagli macabri dell'efferato omicidio.

Vi lascio con una canzoncina che spiega meglio di me ciò che mi sento di dire a questi "orfani del dubbio", lo faccio perchè quando c'è qualcuno che si spiega meglio di me è il caso che parli lui.

"Una voce poco fa ha definito la giustizia come "legge applicata per vendetta"
e se è quella del popolo è di Dio ed io la fischio dal loggione come stecca,
perché di 'sto tenore non si può contrabbandare per parola del Signore.

Punto.
M'iro e faccio fuoco e fiamme se mi guardo in giro :
togliere il respiro a un uomo chiuso in una cella è solamente un assassinio
che cela il suo mandante nel diritto
e complica il delitto circondandosi di complici che ammaccano il grilletto stando zitti,
cui garantisce un alibi da vittime,
costrette a uccidere per auto-difesa e usate come pesi sopra al piatto dell'accusa.
Ma il gioco, lo conosco, è da villani,
e puoi pure strofinartele per mesi, le tue mani restan sporche,
come le coscienze di chi ancora ti sostiene
mentre erigi forche come fossero altalene
e poi ci appendi le persone, 

le lasci penzolare come stracci stesi al sole,
le asfissi in una stanza, o gli inietti una sostanza dentro al cuore,
o glielo fai scoppiare da un plotone..
La carne ai ferri è la tua vera religione
e cerchi un capro nero, lo pascoli in un cimitero
e poi lo immoli su un altare in remissione dei peccati,
ma di lui non hai memoria, perché è solo un altro morto della storia...

Tieni giù le mani da Caino : sangue chiama sangue e tu rispondi al suo richiamo,
predichi giustizia e poi razzoli nel crimine,
arbitro venduto che dispone della vita di un suo simile....

Le favole che ti raccontano fin da bambino ti deformano,
t'illudi d'essere infallibile perché fai numero,
ma non t'accorgi che la tua opinione la raccolgono soltanto quando ai vertici fa comodo.

Muovono la tua coscienza sopra a una scacchiera,
pedina bianca tu difendi una regina nera

che divora vite umane in ogni direzione
mentre tu chiudi gli occhi ed apri la bocca come il pescecane..
Bruci ossigeno vitale per me e per te
dicendo cose che non stanno in piedi neanche se le impali,
ripeti formule contraddittorie sempre uguali fin dai tempi di Mosé..
In più ritieni il computo di occhi, denti, mani e piedi dispari,
carcere ed ergastoli non bastano, non ti soddisfano :
vorresti morto ogni fottuto criminale,
da additare come esempio da evitare...
Ma ancora non è nato il delinquente
che veda nella pena della morte un deterrente

e spesso capita di fare fuori un innocente come niente,
e questo me lo chiami "un incidente" ?
Boia dal cappuccio trasparente
vivi nell'anonimato,
immune dal peccato,
signore incontrastato della tua mediocrità,
orfano del dubbio,
testa nella sabbia :
vittima della tua stessa rabbia...."


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