Dal 25 Settembre succede che, accedendo a Facebook, mi imbatta in numerosi link che pongono l'attenzione sui tumulti in Spagna a opera degli indignados e, per contro, le "agitazioni" italiane per l'uscita del nuovo iPhone5.
Per la maggior parte i commenti sono "Anche noi dovremmo fare così" "Quelli (gli spagnoli) sì che hanno le palle" "In Italia chiniamo sempre il capo e siamo i soliti incapaci".
Ho così pensato di dar retta a quest'ondata di esasperati, ma non alla cieca. Non mi piace molto seguir i consigli degli altri senza averci riflettuto anche se io, lo si sappia, di cervello non ne ho molto.
Quello che segue è quindi uno scenario ipotizzato nell'eventualità che la Revolución abbia esito positivo, i buoni (= noi = sfruttati = indignati) vincano, raggiungano i palazzi del potere e costringano a dimettersi (nella migliore delle ipotesi) o lincino (mi pare di capire che la maggior parte dei protestanti vorrebbero far qualcosa del genere) gli esponenti dei poteri politici.
Essedo il discorso troppo ampio per essere affrontato in modo prettamente discorsivo, vedrò di semplificarlo schematizzandolo.
Si protesta perchè:
1 - LAVORO: I politici del passato hanno creato le condizioni per far portar via il lavoro dall'Italia, quelli di ora stanno emandando leggi che minano la sicurezza di quel poco lavoro rimasto, disoccupazione giovanile al 39%, varie ed eventuali
2 - IMPOSTE: Stiamo pagando per finanziare le banche che hanno investito male e sprecato i nostri risparmi, non concedono più finanziamenti etc
3 - STATO SOCIALE: Vengono tagliati i fondi per i servizi basilari quali istruzione, salute, ricerca etc
4 - DISPARITA' DI TRATTAMENTO: Stiamo facendo tanti sacrifici ma nessun politico si è ridotto lo stipendio, chiedono ma non danno
Ipotiziamo ora lo scenario che si presenterebbe a rivolta avvenuta (e vittoriosa perchè siamo ottimisti):
1 - LAVORO: Al termine di una rivolta le industrie nazionali non se la passano generalmente granchè bene e gli investimenti stranieri in una zona instabile non sono proprio altissimi (diciamo che sono inesistenti). Quindi la questione lavoro non si pone proprio.
2 - IMPOSTE: Evviva Evviva nessuno pagherà più le imposte! Quelle sul reddito per il duplice motivo che non esistono più redditi e che non c'è più uno stato a cui pagare, quelle sul patrimonio solo per il secondo motivo. Contenti i ricconi.
3 - STATO SOCIALE: quale? Lo stato non c'è più, figurarsi quello sociale. Addio pensioni per i nostri vecchietti (che sono gran parte della popolazione), addio servizi pubblici, addio cure a spese del servizio nazionale sanitario per tutti gli indignati (e non) feriti negli scontri. Se ti sei fatto la bua, guarisci o muori ma tutto a spese tue.
4 - DISPARITA' DI TRATTAMENTO: visto che non ci sono affatto ammortizzatori sociali nè stato sociale diciamo che quei pochissimi che alla fine di un conflitto armato hanno più soldi hanno modo di mangiare, curarsi, pagarsi (se necessario) una propria milizia* e sostenersi. Chi (la maggior parte) non ha più niente.. non ha più niente, direi che basta.
*qualcuno dirà "una milizia?? Maddai! E come si permetteranno di assoldare delle persone? Avranno ancora qualcosa ma mica questi ricconi saranno dei nababbi!" In effetti no, i loro possedimenti saranno molto ridimensionati rispetto a prima della rivolta, ma tanto la gente andrà a lavorare (e ad arruolarsi) per un tozzo di pane, quindi potranno permettersi di acquisire personale per gli usi più disparati (e non sempre legali.. legali? Ci sarà ancora la legalità?)
In definitiva quanti degli attuali problemi si risolveranno con un bell'assalto alla bastigl.. ehm.. al parlamento?
Ditemelo voi perchè, purtroppo, io cervello non ne ho..
Lo Spaventapasseri
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