mercoledì 8 maggio 2013

Losing my religion.


Stamattina mi è capitato di leggere questo articolo:
http://www.movieplayer.it/serietv/news/trono-di-spade-volgare-e-pornografico-chiesta-sospensione-su-rai4_24925/
Come al solito ho cominciato a bofonchiare improperi e anatemi vari(sotto voce perchè ero in biblioteca dove altri come me fingevano di studiare)ma pensavo che il tutto finisse lì.




Rientrata a casa ,durante il pranzo,noto la pubblicità proprio del telefilm in questione.Ridacchiando,riporto la precedente notizia ai miei ignari genitori(occupati a spiluccare le penne al tonno)ironizzando sul fatto che se Game of Thrones venisse davvero sospeso perchè quattro tizi bigotti si sentono insultati,allora serie come Don Matteo dovrebbero essere vietate del tutto perchè causano allo spettatore una lobotomizzazione istantanea.
La risposta di mia madre è stata:
-"La gente a cena vuole vedere cosette leggere,non impegnate.Programmi per famiglie insomma".
La sottoscritta ha contato fino a cento per non lanciarsi in una delle solite arringhe sul concetto malriposto di famiglia in questo paese(anche perchè la le penne al tonno si stavano raffreddando...)ma una riflessione non sono riuscita a trattenerla: per quale motivo la religione si deve ingerire in OGNI ambito che NON le compete?
Il telefilm è ovviamente un pretesto ma la preoccupazione che accompagna questa considerazione è decisamente fondata.
Premetto che io non considero la religiosità come un male a priori,per molte persone sembra quasi essere un balsamo,una panacea per il mal di vita.
Tutti abbiamo bisogno di una distrazione,di un'ancora che ci permetta di non impazzire di fronte ad esistenze per lo più insoddisfacenti;per alcuni si manifesta nel  lavoro,per altri nella famiglia,altri ancora hanno la musica,i film,l'arte...
C'è chi ha la fede.
Non ci vedo sicuramente nulla di male,anche se non rietro nella categoria.
Ad un livello emozionale,posso anche comprendere il bisogno di alcuni di affidare il proprio "destino"(quando aborro questa parola)ad un'entità immanente che tutto sa e tutto decide,perchè in questo modo, in un certo senso tutto ciò che accade è escluso dalla responsabilità individuale e le azioni di ognuno assumono un sapore di santità precotta.
Concentrandosi solo sulla linea razionale(come tutto dovrebbe essere trattato, IMO),ho solo una domanda da fare:perchè i fedeli,di qualunque credo,si sentono in dovere di far regredire la mentalità del secolo che li sta ospitando?
Non ho mai incontrato(ci saranno sicuramente)atei o agnostici che,a confronto con persone credenti,volessero avere ragione ad ogni costo,sostenendo di avere una verità rivelata e che per questo,dovevano essere ascoltati,capiti,accettati...
Io almeno,non mi comporto in questo modo,anzi sarei pronta a diventare una credente entusiasta se mi venisse DIMOSTRATO che c'è qualcosa in cui credere.
Anche questo è un altro punto dolente: quando viene domandato ad un cattolico(perchè in Italia è questa la religione di Stato,e di un gruppo legato a tale religione si parla nell'articolo)come una determinata situazione possa essere possibile,si pensi alll'immancolata concezione,l'immancabile e volpina risposta sarà:"Ci devi credere e basta perchè se hai fede,ci credi".
A me è sempre sembrato un argomento molto furbo.
In pratica viene venduta un'idea e l'ignaro consumatore ha l'obbligo di credere a tale idea, non potendo neanche chiedere spiegazioni perchè altrimenti è un miscredente!
Oh come mi sembra un'ottima(e comoda) strategia di mercato...
La riflessione si conclude qui anche se potrei continuare a lungo su quanto la religione influenzi la vita di uno Stato che si auto-definisce laico,ma finirei solamente per lanciarmi in una filippica contro i mulini a vento.
Forse in una delle prossime puntate.
Se non verranno sospese anche quelle.

1 commento:

  1. "per quale motivo la religione si deve ingerire in OGNI ambito che NON le compete?"

    Per i credenti non ci sono "ambiti che non competono alla religione" perché la religione non è un lavoretto part-time.

    Il credente segue i precetti della religione in OGNI aspetto della propria vita, il problema (vero) nasce quando la sua vita si incrocia con la tua

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