sabato 31 agosto 2013

Emma Bovary VS Northstar

A seguito di alcuni avvenimenti degli ultimi giorni,riflettevo su quanto la società moderna tolleri con un cameratismo sornione e, in alcuni casi,giustifichi il tradimento(che è una scelta)ed al contrario,cerchi di reprimere in ogni modo possibile l'omosessualità(che non è una scelta).



Sotto l'egida del "ma tanto lo fanno tutti"(spesso un intercalare quando si parla di adulterio)sembra che venire meno ad un contratto legalmente vincolante sia divenuto pratica comune,mentre vivere(per molti è sinonimo di "ostentare")in pace la propria omosessualità è quanto di più perverso e socialmente devastante possa esistere.
Da quando venir meno ad  un articolo di legge(il 143 del codice civile per cui "Dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione.")viene considerato solo un piccolo lapsus nella vita di una persona,per nulla sconvolgente ed anzi,spesso premiato con amichevoli pacche sulle spalle e sorrisi complici?
La monogamia è una scelta,il matrimonio è una scelta,l'adulterio è una scelta e come tutte le scelte,si hanno delle conseguenze che devono essere sopportate.
Il discorso generale è quasi sempre lo stesso:" Tizio non mi considerava più,ero diventata invisibile" "Sempronia era troppo impegnata con il lavoro e il bambino","Non amo più Caio" e molti altri esempi che possono essere più o meno legittimi ma che hanno tutti lo stesso sottotesto: prendo per il culo una persona perchè è più comodo rispetto al divorzio.
Diciamo anche che il carrozzone italico della legge sul divorzio è creato appositamente per distruggere le vite delle persone e,nel frattempo,far arrichire avvocati e psicologi(cosa cavolo significa dover aspettare tre anni tra separazione e divorzio perchè i coniugi possano avere la possibilità di riflettere e magari ripensarci?)e che,andando avanti,si avranno sempre meno divorzi ma cresceranno le separazioni in casa e di fatto,semplicemente perchè non si ha la possibilità economica di sostenere le spese(anche la propria libertà è divenuta un lusso).
Il punto,però,è proprio questo:se si sceglie il matrimonio,si sceglie implicitamente anche di rischiare il divorzio,con tutte le miserie di vario genere connesse a questo.
Ed è giusto così.
Spesso e volentieri invece,si sceglie la via intermedia:non ho più un rapporto con mio marito/con mia moglie e quindi tradisco ma non divorzio.
E non è giusto per niente.
Se compie la scelta di essere monogami e sposare una persona, allora si escludono automaticamente altri possibili partners(a meno che non si tratti di un matrimonio aperto condiviso da entrambi i coniugi e allora non ci sono problemi)e qualora a questa semplice conseguenza non si tenga fede,si dovrebbe divorziare,pagandone le conseguenze.
Quanti invece adottano una situazione di mezzo discolpando se stessi,anche a loro stessi,con la frase "è capitato".
In genere questo è il punto in cui sono travolta da una voglia irrefrenabile di sbattere la testa contro il muro perchè,come è possibile che un tradimento "capiti", è fuori da ogni mia comprensione logica dato che ,affichè ciò avvenga,sono necessarie due persone che si rendono PERFETTAMENTE conto di quello che sta accadendo.
Un pò di onestà intellettuale sulla falsariga del "ho tradito,sono venuto/a meno ad un promessa vincolante,ne pago le conseguenze economiche/finanziarie/emotive perchè è stata una mia scelta consapevole ed autonoma" non guasterebbe di certo.
E mentre tutto questo è un'utopia,quello che sta divenendo una realtà di ferro è la lotta incessante per oscurare l'omosessualità la quale,come non già scritto,non è una scelta e di sicuro non determina danni economici/emotivi/psicologici AGLI ALTRI come invece accade con l'adulterio.
Ritengo estremamente frustrante vivere in una società in cui le scelte legittime(aborto,testamento biologico,cura con staminali ne sono solo alcuni esempi),orientamenti sessuali(omosessualità,bisessualità e le loro infinite varianti perchè si,esistono),identità di genere(transessualità) e culture diverse siano ancora visti come una piaga collettiva da nascondere o,meglio,estirpare ed invece una decisione personale,a volte nata da egoismo,a volte da necessità d'attenzione,altre da disperazione ma pur sempre una risoluzione squisitamente individuale,sia accettata e minimizzata come se niente fosse.

Anais Nin scrisse "non vediamo il mondo com'è,vediamo il mondo come siamo noi" ed aveva dannatamente ragione.

Nessun commento:

Posta un commento